La colata di cemento selvaggio su Castenaso

15 maggio 2012 admin Nessun commento

IMMAGINE PER SITO

Recentemente il Sindaco Sermenghi ha dichiarato di voler rivedere il POC. Ora aspettiamo di capire quali siano le sue intenzioni, ma noi un’idea ce l’abbiamo già.

Da “città delle persone” a “città delle abitazioni”, questo è il futuro di Castenaso.

Si continuano a costruire nuovi palazzi e a consumare suolo fertile senza prima sapere quante sono le abitazioni e gli edifici vuoti, sfitti e non utilizzati. Senza favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio esistenze.

Dal 2003 al 2008 si sono persi a Castenaso 43 ettari di terreno agricolo (vedi link) e altri se ne stanno perdendo e se ne perderanno ancora se non si comincia a dire BASTA!

Inoltre perché si continuano a costruire palazzi per nuovi residenti quando non è possibile garantirgli adeguati servizi?

Tutti i cittadini di Castenaso, attuali e futuri, hanno diritto ad avere:

  • adeguate strutture scolastiche: per far fronte all’aumento delle domande di posti negli asili nido si è rimediato con micro-nidi e asili privati, ma cosa si farà quando un numero sempre maggiore di ragazzi dovrà iscriversi alle scuole elementari e medie? L’edificio delle scuole Nasica  risale ai primi del 1900 ed ai bambini viene detto di non correre per le scale perché “tremano”. Un tantino inquietante non vi sembra?!
  • adeguati impianti sportivi: sono tantissimi i bambini che per praticare nuoto sono costretti a recarsi nelle piscine dei comuni di Bologna e Ozzano (promessa da decenni la piscina a Castenaso non è neppure in programma). La pista di atletica inoltre è in pessime condizioni così come il campo da calcio all’interno.
  • adeguati servizi di trasporto pubblico: non sono state previste fermate di mezzi pubblici nelle nuove zone residenziali come per esempio nella zona di via Dorando Petri. Inoltre non è stata potenziata la linea che collega Castenaso a San Lazzaro dove sono previste solo corse scolastiche.
  • adeguata sistemazione per gli anziani: per chi ha la sfortuna di non poter più restare solo in casa la possibilità di trovare un posto in “casa di riposo” è davvero scarsa.


I Piani Urbanistici a “crescita zero” non devono spaventarci, se sappiamo con esattezza a quanto ammonta ( in termini numerici e di superficie) questo patrimonio edilizio costruito ma non utilizzato.

E le scelte di molti Comuni lo dimostrano: Cassinetta di Lugagnano (MI), Solza (BG), Camigliano (CE), Ronco Briantino (MI), Ozzero (MI), Pregnana Milanese (MI) sono già giunti a nuovi Piani urbanistici a “crescita zero”, grazie al coinvolgimento preventivo della cittadinanza e alla parallela analisi sul come ovviare alla conseguente “perdita” degli oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni. A tal proposito consigliamo di dare uno sguardo al sito www.salviamoilpaesaggio.it

Perchè buttare via 10 miliardi di €?

12 maggio 2012 admin Nessun commento

Segnaliamo l’iniziativa partita dal sito disarmo.org sull’intenzione, da parte del Governo italiano, di acquistare 90 caccia bombardieri al costo di oltre 10 miliardi di € (senza contare la manutenzione e il mantenimento!). Di seguito l’articolo da disarmo.org:

f-35 caccia bombardiere

Da settembre 2011 è in corso la seconda fase della campagna di pressione (originariamente lanciata daSbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo) affinché il Governo italiano rinunci all’acquisto dei cacciabombardieri F-35 “Joint Strike Fighter”.

Per sostenerci anche tu, vai alla pagina www.disarmo.org/nof35 oppure diventa fan su Facebook alla paginawww.facebook.com/taglialealiallearmisegnala la pagina di raccolta firme ad amici e conoscenti!

Perchè bisogna dire NO al cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter

Anche se il Governo tiene bloccata da tempo (almeno dalla fine 2009) la decisione definitiva, l’Italia a breve potrebbe perfezionare l’acquisto dei cacciabombardieri d’attacco Joint Strike Fighter F-35. Il nuovo annuncio del Ministro Di Paola di riduzione a 90 esemplari non significa nulla: nessun contratto è ancora stato firmato e possiamo quindi fermare completamente questo acquisto (anche perchè la proposta rimodulazione della Difesa deve passare per una discussione parlamentare) Quello del caccia F-35 è un programma che ad oggi ci è costato già 2,7 miliardi di euro ne costerà – in caso di acquisto di 131 aerei – almeno altri 15 solo per l’acquisto dei velivoli, che potrebbero scendere a 10 miliardi con una riduzione a 90 (il prezzo unitario si alzerà, secondo l’azienda produttrice Lockheed Martin). Complessivamente arriveremo arrivand! o ad un impatto tra i 15 e i 20 miliardi nei prossimi anni. Senza contare il mantenimento successivo di tali velivoli.

Rilanciano e sostengono questa mobilitazione: Campagna Sbilanciamoci! – Rete Italiana per il Disarmo – Tavola della Pace – GrilloNEWS – UnimondoScience for Peace

La valanga che scende dalla montagna e tutto sommerge!

8 maggio 2012 admin 2 commenti

Ecco che il 6 e il 7 maggio 2012 entrano nella storia del nostro paese. Dalla montagna è iniziata a scendere una valanga che non si può fermare e che sommergerà tutto ciò che si trova ai suoi piedi. Inutile dire che questa valanga non poteva che chiamarsi MOVIMENTO 5 STELLE. E al di là dei numeri incredibili ciò che fa più riflettere è che ci sia stata un’astensione altissima. E tutta quella gente che oggi non va più a votare, un domani, vedendo cosa sia realmente il Movimento 5 stelle, a votare ci andrà con convinzione. E potrà votare l’unica forza politica in grado di ripulire il marcio di questo paese.

Roberto Castiglion sarà il primo sindaco del Movimento 5 stelle a Sarego nel vicentino, a cui potrebbero seguirne altri tra sole due settimane, quando saranno conclusi i ballottaggi. Solo in Emilia Romagna il Movimento 5 stelle è riuscito ad andare al ballottaggio in comuni come Parma, Comacchio e Budrio. Vogliamo fare un grosso in bocca al lupo al nostro amico Antonio Giacon e a tutti i ragazzi di Budrio, gente davvero fantastica, che fa politica con il cuore e con il cervello, non con i soldi. E ora, al lavoro! Dopo Sarego vogliamo regalarci il sogno di vincere ancora

Beppe Grillo a Budrio

24 aprile 2012 admin Nessun commento

Giovedì tutti in Piazza Filopanti per sostenere la lista 5 stelle di Budrio insieme a Beppe Grillo! Non potete mancare!

Basta calpestare la volontà popolare!

19 aprile 2012 admin Nessun commento

Trasmettiamo di seguito il comunicato stampa di Federconsumatori Bologna e Comitato Acqua Bene Comune Emilia-Romagna del 17/04/2012 circa il ricorso al TAR contro le decisioni del 22 dicembre 2011 sulle tariffe idriche bolognese

Oggi è stata ufficialmente comunicato alla stampa l’ informazione sull’impugnazione al TAR Emilia-Romagna della delibera del 22 Dicembre 2011 di ATO BOLOGNA che aumentava le tariffe idriche e approvava una nuova convenzione col gestore HERA per il quinquennio 2011-2012.
L’iniziativa è stata curata dai Comitati per l’acqua bene comune di Bologna, di Imola e dell’Emilia-Romagna e dalla Federconsumatori di Bologna e presentata congiuntamente dallaFederconsumatori Nazionale nella persona del suo Presidente Rosario Trefiletti e da 16 ricorrenti cittadini/utenti del servizio idrico della provincia di Bologna.

La definizione della memoria difensiva è stata realizzata dagli avvocati Vanna Pizzi e Vittorio Largajolli di Roma col supporto dell’Avvocato Giampiero Falzone a Bologna.

La decisione di impugnare la delibera, che come tutti ricorderanno fu molto contestata al momento della sua approvazione, e raccolse il dissenso dei Comitati Referendari per l’acqua bene comune e delle organizzazioni sindacali, è maturata da una attenta lettura della stessa.

Essa contiene la riaffermazione e l’inserimento in tariffa della “Remunerazione del capitale investito” nonostante il referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011, e nonostante il decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio 2011 n° 116.
Ricordiamo inoltre che la Corte Costituzionale , nel decreto di ammissibilità del quesito referendario ha chiarito che “Invero, il quesito in questione risulta idoneo al fine perseguito, perché, come sopra si è notato, coessenziale alla nozione di “rilevanza” economica del servizio è la copertura dei costi…, non già la remunerazione del capitale” e che, “ …Infine, la normativa residua, immediatamente applicabile (sentenza n. 32  del 1993), data proprio dall’art. 154 del d.lgs. n. 152 del 2006, non presenta elementi di contraddittorietà, persistendo la nozione di tariffa come corrispettivo, determinata in modo tale da assicurare «la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga”»..

La delibera di Ato Bologna poi,  introduce una nuova voce a sostituzione parziale della “remunerazione….” denominata “Oneri Finanziari”, voce inesistente nella legislazione della tariffa normalizzata e quindi illegittima, ed inapplicabile.
Oscura risulta inoltre la definizione della nuova convenzione nelle parti relative alla definizione dei costi operativi e della determinazione dei cosidetti “crediti per minori ricavi“.
Per questo motivo chiediamo al TAR ER di annullare, previa sospensione la suddetta delibera.

Un diverso sistema di finanziamento del servizio è necessario, ed il nostro orizzonte, non è quello del “metodo normalizzato” senza la “remunerazione”, ma il sistema indicato dalla proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 400.000 persone nel 2007, ma intanto va ripristinata la legalità applicando la legge e quindi l’esito referendario.

Invitiamo poi i sindaci del nostro territorio, ad aprire il confronto che non c’è stato nella definizione della delibera del 22 dicembre, sia coi comitati acqua che con le associazioni dei consumatori e con le Organizzazioni sindacali dei lavoratori al fine di operare scelte legittime, necessarie alla tutela della risorsa idrica, a garantire il diritto umano all’acqua e la coesione sociale del nostro territorio.

Il bilancio comunale…

12 aprile 2012 admin Nessun commento

Pubblichiamo di seguito un video in cui il nostro consigliere comunale Piergiorgio Calà spiega come leggere e interpretare un bilancio comunale. Non è un compito facile per chi non ha esperienze in ambito economico/finanziario perciò speriamo sia utile per tutti coloro che vorranno approfondire le loro conoscenze in materia di bilanci e controllare il bilancio del loro Comune. Spesso infatti nei bilanci comunali si nascondono strane spese, perciò è sempre meglio vagliarli da cima a fondo. Buona visione!

Pendolari sempre bersagliati

2 aprile 2012 admin 1 commento

Parliamo ancora di trasporti, ed in particolare della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore gestita dalla FER (Ferrovie Emilia Romagna). Come voi sapete questa linea passa da Castenaso e le ripercussioni dei lavori di interramento della linea si ripercuoteranno, perciò, anche sui nostri concittadini di Castenaso che vogliono raggiungere Bologna in treno. Di seguito il comunicato dell’Associazione Pendolari Bologna-Portomaggiore:

41 MILIONI DI EURO SPESI

290 GIORNI PREVISTI DI DISAGI

POCHI VANTAGGI PER I PENDOLARI


La risposta dell’Assessore Venturi, Vice Presidente della Provincia di Bologna, all’interrogazione del Consigliere Sorbi solleva non poche perplessità sulla faraonica opera di interramento della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore tra San Vitale e Via Larga.

Saranno 41 i milioni di euro previsti di cui 5,5 del Comune di Bologna (che lamentava circa un mese fa la mancanza di 2-3 milioni di euro per la pulizia strade dopo le nevicate) per interrare 6 km di linea ferroviaria allo scopo di eliminare cinque passaggi a livello, di cui tre affacciati su strade secondarie fuori dal centro.

Tale opera trova giustificazione, a detta dei proponenti, in quanto “ricucitura urbanistica, fluidificazione del traffico stradale e sicurezza stradale e ferroviaria”. L’esito finale però non avrà alcun impatto sul servizio ferroviario, ma dovrebbe averne soltanto sul traffico urbano: il risparmio massimo in termini di tempo d’attesa sarà di ben tre minuti, questo quello che occorre ai treni per passare, tempo pari a quello del rosso semaforico.

Ad opera ultimata il binario della linea Bologna – Portomaggiore (tra le più utilizzate da una vasta utenza di studenti e pendolari, visto che collega comuni come Castenaso, Budrio e Molinella) non solo resterà unico, ma sarà impossibile in seguito anche solo pensare ad un potenziamento della linea stessa. In altre parole, la percorrenza ed il cadenzamento dei resteranno per sempre quelli attuali, nonostante i piani di sviluppo previsti dall’SFM.

Difficile anche prevedere un “miglioramento della velocità effettiva di esercizio deiconvogli”, poiché:

  • i PL di Via Larga e Via Rimesse coincidono perfettamente con il marciapiede delle fermate “Larga” e “Rimesse” quindi il rallentamento del convoglio dovrebbe avvenire con o senza PL;
  • la tratta Via Larga – S. Rita prevede ora una velocità massima di 60 Km/h e, se verranno anche utilizzati i mezzi elettrici, difficilmente si avrà un miglioramento in questa tratta considerando i 700 metri circa tra le due fermate;
  • la tratta Rimesse – Zanolini che prevede due PL verrà “rallentata” dalla realizzazione di una nuova fermata ferroviaria.

I disagi per i pendolari sono invece facilmente prevedibili. Durante i lavori, per circa 290 giorni (sulla carta questo il tempo troppo ottimisticamente stimato), l’esercizio ferroviario sarà interrotto a Roveri con i pendolari che dovranno percorrere Roveri-Bologna Centrale con autobus sostitutivi, allungando notevolmente i tempi di percorrenza, intasando Via Mattei e Via Massarenti, che già oggi vedono un notevole afflusso di traffico ed un pesante aumento dei livelli di inquinamento.

Non dimentichiamo, del resto, che il primo tratto interrato, Bologna Centrale-Bologna Zanolini, poco più di 1 km di linea ferroviaria, ha visto un’interruzione dell’esercizio ferroviario durata oltre due anni 2 anni. Difficile allora credere alla tempistica descritta nel progetto, tanto più che si andrà a scavare in una zona, quella intorno alla Cirenaica, direttamente a contatto con le fondamenta delle abitazioni, e il rischio che si producano lesioni o danneggiamenti (come già in Via Carracci) è tutt’altro che improbabile. Di conseguenza i lavori potrebbero durare, come insegna la vicenda dell’alta velocità, un tempo oggi impossibile da prevedere.

E’ altresì evidente che per tutto il tempo dei lavori difficilmente vedremo circolare treni elettrici sulla nostra linea, come è evidente che da quando è stata realizzata l’elettrificazione della stessa linea, a parte qualche sporadica apparizione, di mezzi elettrici non se ne sono visti.

Se effettivamente è necessario spendere 41 milioni di euro, proponiamo di investirli in opere infrastrutturali a reale vantaggio dell’utenza. Alcune possibilità? Da un lato, se proprio è necessario eliminare un paio di quei passaggi a livello, basterebbe costruire dei cavalcavia. Dall’altro, sarebbe importante aumentare la velocità di linea ad esempio tra Budrio e Portomaggiore, migliorare l’accessibilità alle persone diversamente abili alle stazioni/fermate, rendere disponibili servizi igienici nelle stazioni, adeguare le stazioni per permettere gli incroci in contemporanea dei treni, rendere decorose e riscaldate le sale d’attesa, e così via. Insomma se avete 41 milioni di euro da spendere chiedete a noi consiglio.

41 MILIONI DI EURO SPESI
290 GIORNI PREVISTI DI DISAGI
POCHI VANTAGGI PER I PENDOLARI
Bologna, 13 Marzo 2012
La risposta dell’Assessore Venturi, Vice Presidente della Provincia di Bologna,
all’interrogazione del Consigliere Sorbi solleva non poche perplessità sulla faraonica
opera di interramento della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore tra San Vitale e Via
Larga.
Saranno 41 i milioni di euro previsti di cui 5,5 del Comune di Bologna (che lamentava
circa un mese fa la mancanza di 2-3 milioni di euro per la pulizia strade dopo le nevicate)
per interrare 6 km di linea ferroviaria allo scopo di eliminare cinque passaggi a livello, di
cui tre affacciati su strade secondarie fuori dal centro.
Tale opera trova giustificazione, a detta dei proponenti, in quanto “ricucitura urbanistica,
fluidificazione del traffico stradale e sicurezza stradale e ferroviaria”. L’esito finale però
non avrà alcun impatto sul servizio ferroviario, ma dovrebbe averne soltanto sul traffico
urbano: il risparmio massimo in termini di tempo d’attesa sarà di ben tre minuti, questo
quello che occorre ai treni per passare, tempo pari a quello del rosso semaforico.
Ad opera ultimata il binario della linea Bologna – Portomaggiore (tra le più utilizzate da
una vasta utenza di studenti e pendolari, visto che collega comuni come Castenaso,
Budrio e Molinella) non solo resterà unico, ma sarà impossibile in seguito anche solo
pensare ad un potenziamento della linea stessa. In altre parole, la percorrenza ed il
cadenzamento dei resteranno per sempre quelli attuali, nonostante i piani di sviluppo
previsti dall’SFM
Difficile anche prevedere un “miglioramento della velocità effettiva di esercizio dei
convogli”, poiché
− i PL di Via Larga e Via Rimesse coincidono perfettamente con il marciapiede delle
fermate “Larga” e “Rimesse” quindi il rallentamento del convoglio dovrebbe
avvenire con o senza PL;
− la tratta Via Larga – S. Rita prevede ora una velocità massima di 60 Km/h e, se
verranno anche utilizzati i mezzi elettrici, difficilmente si avrà un miglioramento in
questa tratta considerando i 700 metri circa tra le due fermate;
− la tratta Rimesse – Zanolini che prevede due PL verrà “rallentata” dalla
realizzazione di una nuova fermata ferroviaria.
I disagi per i pendolari sono invece facilmente prevedibili.
Durante i lavori, per circa 290 giorni (sulla carta questo il tempo troppo ottimisticamente
stimato), l’esercizio ferroviario sarà interrotto a Roveri con i pendolari che dovranno
percorrere Roveri-Bologna Centrale con autobus sostitutivi, allungando notevolmente i
Web: http://associazionependolaribolognaportomaggiore.wordpress.com
Mail associazionependolari@gmail.com
Tel : 334-9802963 Fabio BusinaroAssociazione Pendolari
Bologna Portomaggiore
tempi di percorrenza, intasando Via Mattei e Via Massarenti, che già oggi vedono un
notevole afflusso di traffico ed un pesante aumento dei livelli di inquinamento.
Non dimentichiamo, del resto, che il primo tratto interrato, Bologna Centrale-Bologna
Zanolini, poco più di 1 km di linea ferroviaria, ha visto un’interruzione dell’esercizio
ferroviario durata oltre due anni 2 anni. Difficile allora credere alla tempistica descritta nel
progetto, tanto più che si andrà a scavare in una zona, quella intorno alla Cirenaica,
direttamente a contatto con le fondamenta delle abitazioni, e il rischio che si producano
lesioni o danneggiamenti (come già in Via Carracci) è tutt’altro che improbabile. Di
conseguenza i lavori potrebbero durare, come insegna la vicenda dell’alta velocità, un
tempo oggi impossibile da prevedere.
E’ altresì evidente che per tutto il tempo dei lavori difficilmente vedremo circolare treni
elettrici sulla nostra linea, come è evidente che da quando è stata realizzata
l’elettrificazione della stessa linea, a parte qualche sporadica apparizione,  di mezzi
elettrici non se ne sono visti.
Se effettivamente è necessario spendere 41 milioni di euro, proponiamo di investirli in
opere infrastrutturali a reale vantaggio dell’utenza. Alcune possibilità? Da un lato, se
proprio è necessario eliminare un paio di quei passaggi a livello, basterebbe costruire dei
cavalcavia. Dall’altro, sarebbe importante aumentare la velocità di linea ad esempio tra
Budrio e Portomaggiore, migliorare l’accessibilità alle persone diversamente abili alle
stazioni/fermate, rendere disponibili servizi igienici nelle stazioni, adeguare le stazioni per
permettere gli incroci in contemporanea dei treni, rendere decorose e riscaldate le sale
d’attesa, e così via. Insomma se avete 41 milioni di euro da spendere chiedete a noi
consiglio.

Passante Nord opera “strategica”…per chi? (Forse per la Baruffaldi?)

21 marzo 2012 admin Nessun commento


“Procedere rapidamente con gli atti per consentire l’avvio dell’opera strategica del Passante Nord”.  E’ questa la richiesta indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti contenuta nell’ordine del giorno urgente del 6 marzo, sottoscritto da Pd, Fli, Udc, Fds, Idv e Gruppo Misto (prima firmataria Maria Grazia Baruffaldi-Pd) e approvato in Consiglio Provinciale con 18 voti favorevoli (Pd, Fli, Udc, Fds e Gruppo Misto), 3 astenuti (Pdl), 2 contrari (Lega Nord).

Son passate solo poche settimane dalla richiesta di sblocco dell’opera da parte di Giacomo Venturi, vice presidente della Provincia di Bologna, e Palazzo Malvezzi torna alla carica. Quest’opera che per Maria Grazia Baruffadi (ex sindaco di Castenaso) è “strategica” , per noi è invece inutile, anacronistica e avrà un impatto drammatico su agricoltura e inquinamento

Come mai questa colata di asfalto e cemento è così importante per la Provincia di Bologna che però non ritiene di alcuna importanza informare i cittadini?

Quale sarà il tracciato che potrebbe sventrare paesi o far sì che comuni si trovino circondati tra il vecchio nodo autostradale e il futuro anello del passante?

Come mai non si è tenuto un tavolo ufficiale con tutte le parti interessate?

Recentemente abbiamo ospitato su questo sito le posizioni di Legambiente Emilia Romagna, secondo la quale occorre “programmare da subito azioni strutturali con priorità assoluta al trasporto pubblico cittadino e pendolare, e alla rete ciclabile, ma, soprattutto, occorre ripensare il destino delle risorse economiche destinate alla realizzazione delle infrastrutture su gomma per destinarle ad altro”.

Per i politici è invece necessario inchinarsi ai voleri della lobby del cemento e dell’asfalto.

La politica è l’arte di impedire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda (Paul ValéryTal quale, 1941/43).

Il punto della situazione

14 marzo 2012 admin Nessun commento

Dopo i recenti avvenimenti su Moniter e sullo scorso Consiglio Comunale occorre fare alcune precisazioni:

  • Sermenghi non ha mai fatto pubblicamente le dichiarazioni citate nell’articolo del Resto del Carlino intitolato “Mettete il Frullo in pensione, oppure spostatelo
  • La Giunta, nonostante la FARSA della serata sul progetto Moniter si è ostinata da un lato a difendere le analisi fatte in questi anni dal comitato scientifico di Moniter e dall’altro ha approvato l’altra sera la nostra mozione sui rifiuti (quella che è stata recepita in vari comuni dell’Emilia Romagna ed era partita dal Comune di Galeata) che va in direzione opposta rispetto all’incenerimento. Evviva la coerenza!
  • Quest’amministrazione non ha ancora dato piena attuazione alla prima mozione sui rifiuti da noi presentata e approvata un anno e mezzo fa in Consiglio Comunale

In poche parole quando ci sono le telecamere o i microfoni Sindaco, Giunta e maggioranza fanno certe dichiarazioni, cercando di sembrare i paladini della giustizia e andando contro i poter forti come Hera, ma quando si trovano davanti i poteri forti si trasformano in agnellini mansueti.

Francamente ci siamo stancati di essere presi in giro. In due anni e mezzo non è stato fatto alcun passo in avanti circa la gestione dei rifiuti, ma solo qualche proclamo sui giornali, con il fine preciso di mettersi in mostra.

Caro sindaco Sermenghi, se vuoi davvero mettere “in pensione il Frullo”, inizia a rimboccarti le maniche. Fai partire il porta a porta, fai in modo che vengano messe in pratica le mozioni (due nostre e una della maggioranza) sulla riduzione dei rifiuti e sulle pratiche virtuose. Il tempo dei proclami è finito. O inizi a FARE, o altrimenti evita di dire certe cose.

Alla buon’ora!

5 marzo 2012 admin Nessun commento

Finalmente martedì 6 marzo verrà discussa in Consiglio Comunale la nostra proposta sui rifiuti presentata più di 5 mesi fa! E’ incredibile che i tempi siano così lunghi, soprattutto sui temi caldi come beni comuni, Hera, trasparenza, rifiuti e inceneritore.

Non è corretto! E’ una presa in giro ai cittadini e all’opposizione presente in Consiglio Comunale. Sui temi che interessano la Giunta si procede con celerità, mentre su quelli in cui la maggioranza ha posizione ambigue bisogna sempre aspettare dei mesi. Con l’introduzione della webcam in Consiglio Comunale (che ora ci chiediamo: che fine ha fatto?) ci sono voluti più di 3 mesi, con  questa mozione sui rifiuti più di 5 mesi, per la risposta alla nostra interpellanza sulla possibile chiusura dell’oncologia del Bellaria ben 3 mesi (da regolamento ci avrebbero dovuto rispondere in 15 giorni), per la mozione per dar seguito ai referendum sull’acqua più di 3 mesi, mentre prima del referendum a gennaio 2010 avevano addirittura bocciato la nostra mozione sull’acqua pubblica. E l’elenco potrebbe dilungarsi ulteriormente. Bisogna incominciare ad essere onesti e trasparenti. I temi che proponiamo bisogna discuterli apertamente in Consiglio Comunale, non prima tra di voi per dei mesi e solo dopo che avete preso una decisione (frutto della mediazione tra le vostre centomila correnti interne al PD) discuterli in Consiglio. Basta scorrettezze, basta proclamare una cosa e fare il contrario. Siate onesti e trasparenti!