Parliamo ancora di trasporti, ed in particolare della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore gestita dalla FER (Ferrovie Emilia Romagna). Come voi sapete questa linea passa da Castenaso e le ripercussioni dei lavori di interramento della linea si ripercuoteranno, perciò, anche sui nostri concittadini di Castenaso che vogliono raggiungere Bologna in treno. Di seguito il comunicato dell’Associazione Pendolari Bologna-Portomaggiore:
41 MILIONI DI EURO SPESI
290 GIORNI PREVISTI DI DISAGI
POCHI VANTAGGI PER I PENDOLARI

La risposta dell’Assessore Venturi, Vice Presidente della Provincia di Bologna, all’interrogazione del Consigliere Sorbi solleva non poche perplessità sulla faraonica opera di interramento della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore tra San Vitale e Via Larga.
Saranno 41 i milioni di euro previsti di cui 5,5 del Comune di Bologna (che lamentava circa un mese fa la mancanza di 2-3 milioni di euro per la pulizia strade dopo le nevicate) per interrare 6 km di linea ferroviaria allo scopo di eliminare cinque passaggi a livello, di cui tre affacciati su strade secondarie fuori dal centro.
Tale opera trova giustificazione, a detta dei proponenti, in quanto “ricucitura urbanistica, fluidificazione del traffico stradale e sicurezza stradale e ferroviaria”. L’esito finale però non avrà alcun impatto sul servizio ferroviario, ma dovrebbe averne soltanto sul traffico urbano: il risparmio massimo in termini di tempo d’attesa sarà di ben tre minuti, questo quello che occorre ai treni per passare, tempo pari a quello del rosso semaforico.
Ad opera ultimata il binario della linea Bologna – Portomaggiore (tra le più utilizzate da una vasta utenza di studenti e pendolari, visto che collega comuni come Castenaso, Budrio e Molinella) non solo resterà unico, ma sarà impossibile in seguito anche solo pensare ad un potenziamento della linea stessa. In altre parole, la percorrenza ed il cadenzamento dei resteranno per sempre quelli attuali, nonostante i piani di sviluppo previsti dall’SFM.
Difficile anche prevedere un “miglioramento della velocità effettiva di esercizio deiconvogli”, poiché:
- i PL di Via Larga e Via Rimesse coincidono perfettamente con il marciapiede delle fermate “Larga” e “Rimesse” quindi il rallentamento del convoglio dovrebbe avvenire con o senza PL;
- la tratta Via Larga – S. Rita prevede ora una velocità massima di 60 Km/h e, se verranno anche utilizzati i mezzi elettrici, difficilmente si avrà un miglioramento in questa tratta considerando i 700 metri circa tra le due fermate;
- la tratta Rimesse – Zanolini che prevede due PL verrà “rallentata” dalla realizzazione di una nuova fermata ferroviaria.
I disagi per i pendolari sono invece facilmente prevedibili. Durante i lavori, per circa 290 giorni (sulla carta questo il tempo troppo ottimisticamente stimato), l’esercizio ferroviario sarà interrotto a Roveri con i pendolari che dovranno percorrere Roveri-Bologna Centrale con autobus sostitutivi, allungando notevolmente i tempi di percorrenza, intasando Via Mattei e Via Massarenti, che già oggi vedono un notevole afflusso di traffico ed un pesante aumento dei livelli di inquinamento.
Non dimentichiamo, del resto, che il primo tratto interrato, Bologna Centrale-Bologna Zanolini, poco più di 1 km di linea ferroviaria, ha visto un’interruzione dell’esercizio ferroviario durata oltre due anni 2 anni. Difficile allora credere alla tempistica descritta nel progetto, tanto più che si andrà a scavare in una zona, quella intorno alla Cirenaica, direttamente a contatto con le fondamenta delle abitazioni, e il rischio che si producano lesioni o danneggiamenti (come già in Via Carracci) è tutt’altro che improbabile. Di conseguenza i lavori potrebbero durare, come insegna la vicenda dell’alta velocità, un tempo oggi impossibile da prevedere.
E’ altresì evidente che per tutto il tempo dei lavori difficilmente vedremo circolare treni elettrici sulla nostra linea, come è evidente che da quando è stata realizzata l’elettrificazione della stessa linea, a parte qualche sporadica apparizione, di mezzi elettrici non se ne sono visti.
Se effettivamente è necessario spendere 41 milioni di euro, proponiamo di investirli in opere infrastrutturali a reale vantaggio dell’utenza. Alcune possibilità? Da un lato, se proprio è necessario eliminare un paio di quei passaggi a livello, basterebbe costruire dei cavalcavia. Dall’altro, sarebbe importante aumentare la velocità di linea ad esempio tra Budrio e Portomaggiore, migliorare l’accessibilità alle persone diversamente abili alle stazioni/fermate, rendere disponibili servizi igienici nelle stazioni, adeguare le stazioni per permettere gli incroci in contemporanea dei treni, rendere decorose e riscaldate le sale d’attesa, e così via. Insomma se avete 41 milioni di euro da spendere chiedete a noi consiglio.
41 MILIONI DI EURO SPESI
290 GIORNI PREVISTI DI DISAGI
POCHI VANTAGGI PER I PENDOLARI
Bologna, 13 Marzo 2012
La risposta dell’Assessore Venturi, Vice Presidente della Provincia di Bologna,
all’interrogazione del Consigliere Sorbi solleva non poche perplessità sulla faraonica
opera di interramento della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore tra San Vitale e Via
Larga.
Saranno 41 i milioni di euro previsti di cui 5,5 del Comune di Bologna (che lamentava
circa un mese fa la mancanza di 2-3 milioni di euro per la pulizia strade dopo le nevicate)
per interrare 6 km di linea ferroviaria allo scopo di eliminare cinque passaggi a livello, di
cui tre affacciati su strade secondarie fuori dal centro.
Tale opera trova giustificazione, a detta dei proponenti, in quanto “ricucitura urbanistica,
fluidificazione del traffico stradale e sicurezza stradale e ferroviaria”. L’esito finale però
non avrà alcun impatto sul servizio ferroviario, ma dovrebbe averne soltanto sul traffico
urbano: il risparmio massimo in termini di tempo d’attesa sarà di ben tre minuti, questo
quello che occorre ai treni per passare, tempo pari a quello del rosso semaforico.
Ad opera ultimata il binario della linea Bologna – Portomaggiore (tra le più utilizzate da
una vasta utenza di studenti e pendolari, visto che collega comuni come Castenaso,
Budrio e Molinella) non solo resterà unico, ma sarà impossibile in seguito anche solo
pensare ad un potenziamento della linea stessa. In altre parole, la percorrenza ed il
cadenzamento dei resteranno per sempre quelli attuali, nonostante i piani di sviluppo
previsti dall’SFM
Difficile anche prevedere un “miglioramento della velocità effettiva di esercizio dei
convogli”, poiché
− i PL di Via Larga e Via Rimesse coincidono perfettamente con il marciapiede delle
fermate “Larga” e “Rimesse” quindi il rallentamento del convoglio dovrebbe
avvenire con o senza PL;
− la tratta Via Larga – S. Rita prevede ora una velocità massima di 60 Km/h e, se
verranno anche utilizzati i mezzi elettrici, difficilmente si avrà un miglioramento in
questa tratta considerando i 700 metri circa tra le due fermate;
− la tratta Rimesse – Zanolini che prevede due PL verrà “rallentata” dalla
realizzazione di una nuova fermata ferroviaria.
I disagi per i pendolari sono invece facilmente prevedibili.
Durante i lavori, per circa 290 giorni (sulla carta questo il tempo troppo ottimisticamente
stimato), l’esercizio ferroviario sarà interrotto a Roveri con i pendolari che dovranno
percorrere Roveri-Bologna Centrale con autobus sostitutivi, allungando notevolmente i
Web: http://associazionependolaribolognaportomaggiore.wordpress.com
Mail associazionependolari@gmail.com
Tel : 334-9802963 Fabio BusinaroAssociazione Pendolari
Bologna Portomaggiore
tempi di percorrenza, intasando Via Mattei e Via Massarenti, che già oggi vedono un
notevole afflusso di traffico ed un pesante aumento dei livelli di inquinamento.
Non dimentichiamo, del resto, che il primo tratto interrato, Bologna Centrale-Bologna
Zanolini, poco più di 1 km di linea ferroviaria, ha visto un’interruzione dell’esercizio
ferroviario durata oltre due anni 2 anni. Difficile allora credere alla tempistica descritta nel
progetto, tanto più che si andrà a scavare in una zona, quella intorno alla Cirenaica,
direttamente a contatto con le fondamenta delle abitazioni, e il rischio che si producano
lesioni o danneggiamenti (come già in Via Carracci) è tutt’altro che improbabile. Di
conseguenza i lavori potrebbero durare, come insegna la vicenda dell’alta velocità, un
tempo oggi impossibile da prevedere.
E’ altresì evidente che per tutto il tempo dei lavori difficilmente vedremo circolare treni
elettrici sulla nostra linea, come è evidente che da quando è stata realizzata
l’elettrificazione della stessa linea, a parte qualche sporadica apparizione, di mezzi
elettrici non se ne sono visti.
Se effettivamente è necessario spendere 41 milioni di euro, proponiamo di investirli in
opere infrastrutturali a reale vantaggio dell’utenza. Alcune possibilità? Da un lato, se
proprio è necessario eliminare un paio di quei passaggi a livello, basterebbe costruire dei
cavalcavia. Dall’altro, sarebbe importante aumentare la velocità di linea ad esempio tra
Budrio e Portomaggiore, migliorare l’accessibilità alle persone diversamente abili alle
stazioni/fermate, rendere disponibili servizi igienici nelle stazioni, adeguare le stazioni per
permettere gli incroci in contemporanea dei treni, rendere decorose e riscaldate le sale
d’attesa, e così via. Insomma se avete 41 milioni di euro da spendere chiedete a noi
consiglio.