Tutti al lavoro…per Hera!

 

Nell’ultima seduta di Consiglio abbiamo criticato il sistema di calcolo delle tariffe Tari.
Nel 2016 la quota di raccolta differenziata a Castenaso è salita dal 50% al 70% ma la tassa rifiuti rimane invariata. Perché? Sappiamo che i rifiuti correttamente differenziati smettono di chiamarsi “rifiuti” e diventano “materie prime secondarie”; vengono venduti e generano entrate. Perché questo beneficio non si riflette sulla nostra bolletta?
E’ presto detto: i parametri per il calcolo della tassa dei rifiuti ci vengono sostanzialmente imposti da Hera e da Atersir, l’associazione di Comuni di cui facciamo parte. E questi parametri tengono conto solo in minima parte dei ricavi da vendita dei rifiuti differenziati; la maggior parte di questi ricavi viene incamerata da Hera. Questo è il dato emerso dai lavori della Commissione bilancio.
Più volte abbiamo chiesto inutilmente alla Giunta di ricontrattare la convenzione con Hera e di svincolarci da Atersir; Hera è una grande società (anzi un grande gruppo, che comprende Hera Comm, Herambiente, Acantho, ecc.), efficiente e con un importante know-how, ma non è nel nostro interesse che il servizio di raccolta rifiuti ci venga fornito da un’azienda in condizioni di monopolio. Perchè un Comune affidi servizi ad una società esterna, sia Hera o chiunque altro, è necessario che ciò avvenga in condizioni di reale concorrenza; altrimenti il gestore potrà imporci le sue condizioni, come in effetti sta succedendo.
Il Sindaco Sermenghi e l’Assessore Pinardi hanno risposto alle nostre critiche come segue: “Hera è un’azienda privata, deve perseguire i propri interessi e realizzare un utile. Non possiamo chiedere conto delle loro entrate”.
Se ne deduce che il 51% dei soci pubblici di Hera Spa, costituito da Comuni ed enti locali, non può chiedere spiegazioni al 49% di soci privati; e quindi che i Comuni soci di Hera devono accontentarsi del dividendo annuale distribuito e delle quote Conai, cioè delle briciole della maggiore ricchezza proveniente dalla raccolta differenziata.
Da oggi sappiamo che le nostre Amministrazioni comunali si preoccupano più degli utili di un’azienda che degli interessi dei cittadini.
Da oggi dovremo ricordare, quando dedichiamo ai contenitori della differenziata alcuni metri quadrati della nostra abitazione, quando sciacquiamo un barattolo di vetro per renderlo adatto al riciclo, quando riprendiamo i nostri figli perché stanno mettendo la bottiglia di plastica nel bidone sbagliato, che stiamo creando ricchezza e lavorando gratis per un’azienda, non per noi stessi o per il nostro Comune.
E sarà opportuno ricordarlo anche al momento delle prossime elezioni.