Considerazioni sul voto del 26/5

Ringraziamo tutti i cittadini di Castenaso che ieri ci hanno dato la loro fiducia.

Vogliamo essere trasparenti come sempre, anche nel commentare questa tornata elettorale. Lo ammettiamo: è uno dei peggiori risultati della nostra storia. Per noi ogni voto vale come una vittoria, ma un problema c’è e va affrontato.

Siamo abituati alle fluttuazioni del consenso, almeno entro certi limiti. Siamo un movimento legato solo ed unicamente alla valutazione che i singoli elettori danno al nostro operato: non abbiamo il sostegno di lobby economiche, non abbiamo “cinghie di trasmissione”, sindacati o associazioni collaterali, non abbiamo uno zoccolo duro. Il nostro è un voto volatile, di opinione e non di appartenenza: se governi bene vieni votato, altrimenti no. Tutto sommato sarebbe questa l’essenza della democrazia.

Questa volta le cose sono andate peggio del solito, evidentemente a causa del nostro impegno nel Governo nazionale: abbiamo governato male, quindi ci votano meno?

Come accade per la temperatura, quello che conta non è il malgoverno reale ma quello percepito.

Dovremo analizzare questa bocciatura ponendoci una domanda: quali errori abbiamo commesso realmente e quali sono stati creati ad arte da TV e giornali?

Facciamo pure un esame di coscienza, senza sconti o riserve. Ci può anche essere qualcosa da correggere nel nostro lavoro, qualche incoerenza, qualche promessa non mantenuta.

Ma è determinante il modo in cui le notizie vengono date. Si può screditare un politico anche senza mentire, basta dare alcune notizie e nasconderne altre. Personalmente ho visto Di Maio, pochi giorni fa, parlare dal vivo sul palco di Reggio Emilia. Ero a pochi metri di distanza e confrontavo continuamente l’immagine reale, fatta di programmi concreti esposti in modo inappuntabile, di risultati puntualmente ottenuti in questi primi mesi di governo, con l’immagine mediatica di “Giggino l’incompetente” o magari “il traditore” e mi chiedevo se si trattasse della stessa persona.

E’ ingiusto prendersela con l’elettorato che “sbaglia”. L’elettore ha diritto ad un’informazione corretta ed imparziale, altrimenti il diritto di voto diventa una formalità inutile. Perchè informarsi autonomamente è un lavoro impegnativo, richiede tempo. Verificare le fonti, controllare dati e statistiche: è vero che il M5S ha tagliato le pensioni? E’ vero che il M5S vuole vendere più armi? E’ vero che il M5S è razzista e maschilista? Ci vogliono ore di studio e ricerca per capire che non è vero. Non tutti possono permetterselo. I cittadini avrebbero il diritto di guardare un TG o leggere un giornale per avere una sintesi corretta di ciò che succede, ma in Italia questo non è possibile.

E’ da qui che bisogna ripartire.