Rifiuti, quanto si potrebbe risparmiare

Come è noto, lo smaltimento dei rifiuti costituisce uno dei principali costi nel bilancio di un Comune. Il compito di ogni buon amministratore è quello di individuare le prassi di smaltimento più razionali, economiche e rispettose dell’ambiente.

Le condizioni economiche che ci vengono applicate da Hera non sono vantaggiose, come riconosciuto dalla stessa giunta PD. I costi lievitano anno dopo anno, mentre il nostro sforzo per differenziare i rifiuti viene premiato in misura insufficiente. I rifiuti differenziati possono essere venduti come materie prime secondarie, ma il valore che ci viene riconosciuto è inferiore a quello di mercato.

Purtroppo la libertà di manovra dell’Amministrazione di un Comune come il nostro è limitata: le riforme degli ultimi decenni hanno creato un complesso sistema di interrelazioni fra gli Enti, che ricorda molto una ragnatela in cui i movimenti di ognuno sono condizionati da quelli degli altri. Almeno questa è la giustificazione che la giunta porta per non avere potuto, o voluto, migliorare questa gestione.

L’Amministrazione di Castenaso vanta un aumento della percentuale di differenziazione dal 51% del 2014 al 70% del 2015, ma questo ha permesso una riduzione della tassa sui rifiuti (Tari) solo del 7,86% per il 2016. Comuni come San Giovanni in Persiceto hanno già raggiunto da anni percentuali di differenziazione vicine all’80%; evidentemente si possono fare scelte alternative, nonostante la “ragnatela” di vincoli di cui parlavamo.

Questi sono i motivi che ci hanno spinto a votare contro le nuove tariffe Tari 2016 nel Consiglio di ieri sera. Per promuovere comportamenti virtuosi nei cittadini, per non vedere più sacchetti abbandonati a terra o incastrati nelle “calotte”, per non respirare più i fumi degli inceneritori, è indispensabile che il ritorno economico della vendita di carta, vetro e plastica venga distribuito agli utenti; e questo non viene garantito con l’attuale sistema di raccolta.

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