A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar…

Con l’avvicinarsi del referendum sulla fusione del 7/10 le dichiarazioni di sindaci, vicesindaci ed assessori fanno ogni giorno un ulteriore passo per allontanarsi dalla realtà ed entrare in un mondo fatato di suggestioni e fantasie che, nelle loro intenzioni, dovrebbero far cambiare idea ad un elettorato già chiaramente orientato al No.

Ma l’elettorato è molto più informato e consapevole di quanto vorrebbero credere. E noi sappiamo come stanno veramente le cose.

Sul Carlino di ieri il sindaco Sermenghi supera sé stesso dichiarando che “i comitati per il No potrebbero organizzare incontri con le parti sociali ed i cittadini”, “l’amministrazione rappresenta i cittadini secondo le opinioni della maggioranza”, concludendo “nel 2021 sarò sindaco di Bologna”.

Viene da pensare che quel Sermenghi che il 28/7/17, insieme al sindaco Lo Conte, ha vietato alle opposizioni di intervenire agli incontri dei “percorsi partecipati” con le parti sociali ed i cittadini sia un suo omonimo.

Viene da pensare che all’Amministrazione, che dovrebbe essere attenta a ciò che succede sul territorio, siano sfuggiti i numerosi incontri informativi sulla fusione organizzati dal M5S da giugno 2016 ad oggi; o che forse non abbiano notato i banchetti con i quali il Comitato del No sta informando i cittadini e raccogliendo centinaia di firme. Il tutto usando risorse economiche proprie. A differenza di chi promuove la fusione usando le risorse del Comune ed i soldi di tutti, anche i nostri.

Viene da pensare che i sindaci non abbiano letto, o non abbiano compreso, la recente risoluzione con la quale la Regione Emilia-Romagna invita i Comuni a “distinguere fra il ruolo di promotore politico della fusione e la funzione istituzionale di corretta informazione”. Cioè: l’occupazione militare del 90% dei notiziari comunali, l’uso sistematico della sala Airone per iniziative pro-fusione ed il suo diniego ai rappresentanti del No, il sindaco che alla festa scolastica di fine anno usa il suo ruolo istituzionale per promuovere la fusione, il bando per far disegnare agli studenti il logo di un nuovo Comune inesistente, tutto questo costituisce un’anomalia difficilmente tollerata dai loro stessi colleghi di partito in Regione.

Ma tranquilli, nel 2021 sarà sindaco di Bologna.

Come dice la canzone… “basta un po’ di fantasia e di bontà”.