Castenaso, un Comune in liquidazione

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Il nostro intervento al Consiglio comunale del 25/2/16:

Il sindaco Sermenghi e la sua maggioranza alle ultime amministrative sono stati gratificati da un generoso, forse troppo generoso, 76% di consensi da parte degli elettori di Castenaso. Il modo in cui sta ringraziando i nostri concittadini è molto curioso: sta liquidando il Comune. Ricordiamo che il nostro Comune rappresenta non solo un luogo di erogazione di servizi ma un nucleo intorno al quale si forma il senso identitario della nostra comunità.

Sono rimasto molto colpito dalla frase pronunciata da un dipendente comunale: “Camminando per i corridoi si sentono i passi rimbombare. Stanno portando via i mobili”.  Questa immagine, più di mille parole, permette di farsi un’idea di quello che sta succedendo.

Abbiamo già avuto modo di sottolineare come l’ingresso di Castenaso in Unione Terre di Pianura sia stato deciso da questa maggioranza senza un serio studio di fattibilità, o nel migliore dei casi facendo affidamento su studi molto generici, non predisposti dai nostri uffici ma da quelli dell’Unione. Signor sindaco, penso che quel 76% di concittadini si aspetti che sia lei, e non l’Unione, a dire cosa è meglio per Castenaso quando si parla di temi cruciali come l’esternalizzazione dei servizi o i progetti di fusione. E ci si aspetta che la sua posizione non si limiti a vaghi richiami a fantomatiche “economie di scala”: non basta aver letto questa espressione su qualche libro di economia, occorre impegnarsi a fondo nello studio della situazione reale.

Ma purtroppo le sue rare presenze presso gli uffici comunali non le consentono di verificare di persona i disagi e le inefficienze che già oggi si stanno verificando. Sembra che il problema non la riguardi, preso com’è nell’intento di perseguire le “economie di scala”.

Questa sera siamo chiamati ad approvare o respingere l’ennesimo piccolo passo verso lo svuotamento delle competenze dei nostri Uffici comunali; le collaborazioni occasionali con gli Uffici dell’Unione. Apparentemente è un tema marginale, ma in realtà ancora una volta si complica volutamente l’intreccio delle relazioni intercomunali, con l’intento evidente di rendere non comparabili i costi dei vari servizi. Una cortina fumogena che ci impedirà di confrontare i costi prima e dopo l’ingresso in Unione.

Ad oggi nessuno, nemmeno lei, è in grado di prevedere se i risparmi previsti si verificheranno davvero e se la qualità dei servizi resterà immutata e senza disagi per i cittadini. Questa previsione sarebbe difficile anche se potessimo basarci su seri e dettagliati piani economico-organizzativi; men che meno è possibile vedere nel futuro sulla base dei modesti prospetti e schemi che ci sono stati esibiti finora. In queste condizioni il senso di responsabilità, qualità di cui spesso vi vantate a sproposito, vorrebbe che il buon amministratore preveda una fase transitoria di monitoraggio, durante le quale si possano confrontare i risultati previsti con quelli reali.

Ai lavoratori da trasferire presso l’Unione avrebbe dovuto essere concessa una fase transitoria, un periodo di distacco che permettesse all’Amministrazione di tornare sui propri passi qualora i risultati non dovessero essere quelli attesi. Invece la linea di condotta mostrata da lei e dalla sua giunta mostra un’intenzione esattamente opposta; il vostro rifiuto ha svelato quella che è la vostra vera intenzione: fare un salto nel buio chiudendosi la porta dietro le spalle, iniziando in modo irreversibile il processo di smantellamento del nostro Comune.

Non sta a noi tutelare i diritti dei dipendenti comunali; per questo ci sono già i sindacati. Ma siamo gravemente preoccupati dal vostro disinteresse per la qualità dei servizi. Fusioni ed Unioni non facevano parte del vostro programma elettorale. Avete ottenuto un largo consenso promettendo agli elettori scuole e piscine, ma la realtà di oggi è molto diversa: niente piscina, niente scuola e tra poco niente Comune. Non è per questo che i cittadini vi hanno votati.