Il Comune di Gran Buca

Nel mese di Agosto, pochi giorni prima che il sisma dirottasse l’attenzione di tutti su problemi ben più urgenti e drammatici, le pagine locali della cronaca sono state occupate da una polemica fra il sindaco Sermenghi e l’altra lista di opposizione presente in Consiglio; il punto del contendere era l’argomento fusione.

A nostro avviso nessuna delle due interviste forniva elementi e motivazioni sufficienti a supporto delle tesi contrapposte; quindi abbiamo ritenuto di inviare al Resto del Carlino un nostro comunicato stampa che, tra l’altro, citava recenti statistiche elaborate da Anci e Regione Emilia Romagna che dimostrano in modo inconfutabile che a Castenaso la fusione non conviene (vedi grafico sotto).

Nonostante la rilevanza delle argomentazioni il quotidiano non ha ritenuto di pubblicare nemmeno una sintesi della nostra posizione.

Usiamo quindi i modesti mezzi a nostra disposizione per portare il comunicato a conoscenza dei cittadini:

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Con la presente nota intendiamo esprimere la nostra posizione in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco Sermenghi.

Gli aspetti sconcertanti di tali dichiarazioni sono così numerosi e di tale gravità da costringerci a commentarle per punti separati:

1) “Le Unioni non funzionano e non sono utili”. La linea seguita dall’amministrazione è ondivaga ed incomprensibile. Nel 2013, dopo una lunga permanenza in Associazione Valle dell’Idice con San Lazzaro ed Ozzano, Castenaso aveva stretto accordi per l’ingresso nell’Unione Terre di pianura, per poi ritirarsi all’ultimo momento. Questo improvviso cambio di programmi aveva comportato uno spreco di denaro per il nostro Comune. A dicembre 2015, con nostra grande sorpresa, Sermenghi è tornato sui propri passi dichiarando che finalmente i problemi organizzativi con Budrio, Granarolo, Minerbio, Baricella e Malalbergo erano stati superati. Abbiamo espresso contrarietà all’ingresso in Unione perché si tratta di un Ente non eletto dai cittadini, ma Sermenghi ha imposto la propria scelta. Oggi, a soli otto mesi di distanza, scopriamo che il sindaco sostiene la nostra stessa tesi, riconoscendo che le Unioni sono strutture superflue e poco democratiche. Ma ogni cambio di rotta comporta una riorganizzazione degli uffici comunali, con spreco di denaro e disagi. Quanto costa ai cittadini un sindaco che cambia idea cinque volte in tre anni? E come possono i cittadini capire i reali obiettivi del PD quando il sindaco contesta un istituto come le Unioni, fortemente promosso dal proprio partito con la riforma Del Rio?

2) “Per Castenaso intendo arrivare a fusione entro il 2019”. Nell’ultima commissione bilancio abbiamo fornito dati elaborati da Anci e Regione Emilia Romagna che dimostrano in modo incontrovertibile questo aspetto: un Comune di 45.000 abitanti è più costoso di tre Comuni da 15.000. Alcuni esponenti della maggioranza hanno riconosciuto la validità di tali dati, ma purtroppo constatiamo che il progetto non è stato accantonato, pur essendo dannoso per le casse comunali. Inoltre invitiamo il primo cittadino a non anticipare il risultato del referendum (“intendo arrivare…”): occorre rispettare la volontà dei cittadini, soprattutto se ricordiamo che la fusione dei Comuni non faceva nemmeno parte del suo programma elettorale, e che la larga maggioranza ottenuta nel 2014 si riferiva a ben altri contenuti, peraltro mai portati a realizzazione (polo scolastico, piscina, ecc.).

3) Lo studio di fattibilità sulla fusione fra Castenaso, Budrio e Granarolo. Questo studio non è assolutamente adeguato ad illustrarne i presunti vantaggi. Di fronte al prevedibile aumento di costi non sono stati svolti studi di organizzazione del lavoro e dei servizi, né piani finanziari analitici che possano dimostrare come Castenaso potrebbe ricavare un vantaggio tecnico-economico dalla fusione. Lo studio sostiene genericamente che potrebbero essere tagliati i costi di funzionamento dei consigli comunali ma d’altro canto si potrebbe avere addirittura un aumento del numero dei dipendenti. Allora dove sarebbe il risparmio? Ci si attende l’erogazione di fondi da parte di Stato e Regione che però, per ammissione dello stesso Sermenghi, verrebbero prevalentemente spesi nella fase di ristrutturazione. Ma allora Stato e Regione riescono a trovare le risorse per un progetto inutile come questo mentre non le hanno per esigenze ben più importanti?

4) “Bisognerebbe eliminare dal sistema italiano le Regioni”. Forse il fervore del dibattito sul referendum costituzionale, magari supportato dal caldo estivo, ci sta trasformando tutti in grandi statisti. Ma il fatto che il sindaco di Castenaso presenti (nientemeno!) una propria proposta di riforma costituzionale, completamente diversa da quella del suo leader Renzi, che al contrario prevede le Regioni e non le province, ci spinge ad una considerazione: speriamo che non sia lui a scrivere la prossima riforma. Rischieremmo di sentirlo dire, dopo otto mesi, che “la riforma non funziona”.

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