Il M5S e le fusioni di Comuni

Il sindaco Sermenghi ed il vicesindaco di Granarolo Puzzo, dalle loro pagine Facebook, accusano il M5S di incoerenza per la nostra opposizione alla fusione Castenaso-Granarolo; questo a causa del sostegno espresso da alcuni nostri parlamentari alla fusione di Pescara con Montesilvano e Spoltore ed a quella, già avvenuta, di Casali del Manco (CS).

Quanto alla fusione di Casali, forse sarebbe bastato prestare più attenzione ai nostri interventi in Commissione e negli incontri del “percorso partecipato”, o magari concederci qualche minuto in più per rispondere ai loro comizi interminabili, per capire meglio la nostra posizione; che peraltro pensavamo di avere esposto chiaramente.

Il M5S è contrario a questa fusione perché le dimensioni dei Comuni coinvolti fanno prevedere un aumento delle spese correnti legato alle diseconomie di scala; stiamo ripetendo fino all’esaurimento (ma continueremo a farlo fino al referendum) che oltre i 20.000 abitanti la spesa corrente dei Comuni tende a salire sensibilmente. La burocrazia comunale diventa più costosa e vengono così sottratte risorse per i servizi ai cittadini.

Le linee guida nazionali del M5S dovrebbero essere note: accorpamento dei Comuni fino a 5.000 abitanti. Tutti i Comuni coinvolti nella fusione di Casali del Manco erano sotto questa soglia, ed  i nostri colleghi calabresi hanno valutato positivamente il progetto. Castenaso e Granarolo sono abbondantemente sopra questa soglia, quindi noi siamo contrari. Semplice.

Il discorso di Pescara invece è più complesso. Si tratta di una fusione non ancora avvenuta, ma approvata dai cittadini con referendum consultivo (veramente “consultivo”, a differenza del nostro che sarà decisivo) del maggio 2014 e mai messa in atto con legge regionale. Il Presidente del Consiglio Comunale di Spoltore, il PD Matricciani, ha chiesto ora l’annullamento del processo di fusione con Pescara e Montesilvano perché basato su un progetto inconsistente e non sufficientemente meditato.

A questo punto siamo costretti a rilanciare la palla nel campo avversario: perché il PD a Spoltore è contrario alla fusione mentre è favorevole qui da noi? Cosa nascondono i nostri sindaci?

E, parlando di linee di partito, come mai i vostri colleghi di Ozzano, Monterenzio, Pianoro, Monghidoro, Zola Predosa, Monte San Pietro, Minerbio, Bentivoglio, San Giorgio di Piano, Galliera, San Pietro in Casale e tanti altri si sono sfilati dai rispettivi progetti di fusione e voi no? Cosa nascondete?

Resta la richiesta di fondi per la futura fusione di Pescara, avanzata nel 2017 da alcuni nostri parlamentari. Pensiamo che questa richiesta debba essere riconsiderata, anche alla luce del nuovo Contratto di governo che prevede una “cessazione delle politiche di tagli compiute dagli ultimi Governi” ai danni dei Comuni (quindi destinando ai Comuni più trasferimenti correnti e meno fondi straordinari per fusioni o altro) ed una piena attuazione dell’articolo 5 della Costituzione, trasferendo risorse e competenze dallo Stato ai Comuni. Comuni che abbiano una dimensione ed una struttura ottimale, come è già oggi quella di Castenaso.

In questo senso abbiamo motivo di ritenere che il finanziamento del fondo per le fusioni (i famosi 2 milioni all’anno di contributo) per il nuovo Governo non sarà più una priorità, almeno per quanto riguarda i Comuni superiori ai 5.000 abitanti. Questi soldi in futuro potrebbero arrivare a Comuni più piccoli ma non a noi. Ma su questo aspetto rimandiamo tutto alla Legge di stabilità di fine anno.