La cura sbagliata

MEDICINE

Come accade spesso nel nostro Paese, il referendum costituzionale ha diviso l’opinione pubblica in due fazioni contrapposte che fanno pensare più al tifo calcistico che alla politica. Eppure la Costituzione, oltre ad essere la legge che costituisce fondamento per tutte le altre, è anche e soprattutto la sintesi dei valori in cui tutti ci riconosciamo, dei principi condivisi che ci permettono di dire “io sono italiano”. Se dopo il 4 dicembre una metà degli italiani non dovesse riconoscersi nella Costituzione, se i sostenitori del SI dovessero sentirsi frustrati nel loro desiderio di cambiamento oppure i sostenitori del NO fossero costretti ad accettare un degrado della vita democratica, in quel caso avremmo perso tutti.
Allora dobbiamo riflettere non solo su cosa ci divide ma anche su cosa ci unisce; non c’è una grande differenza fra un sostenitore del SI ed un sostenitore del NO quando sono impegnati nelle rispettive attività quotidiane, quando devono trovare un lavoro per sé o per i figli, quando devono far quadrare il bilancio familiare, quando devono districarsi in difficili pratiche burocratiche, quando non riescono a prenotare un esame medico prima di 10 mesi, quando non riescono ad ottenere giustizia a causa dell’inefficienza dei Tribunali. Tutti noi abbiamo la stessa reazione quando vediamo un’azienda che chiude o si trasferisce all’estero o quando veniamo a sapere che politici e manager hanno redditi altissimi pur senza avere particolari meriti.

Ecco cosa abbiamo in comune: la voglia di migliorare questo Paese, la sensazione che un problema c’è e deve essere affrontato. Nessuno di noi vuole lasciare le cose come stanno: siamo tutti coscienti che l’Italia ha una specie di malattia e deve essere curata.

E per guarire da questa malattia nel 2013 ci siamo rivolti ad un dottore; badate bene, il dottore non si chiamava Renzi ma Bersani. Era il direttore sanitario della “Clinica P.D.”; e poco dopo la clinica è stata rilevata da una equipe di medici, tra i quali il dott. Renzi e la dott.ssa Boschi.
Il dott. Renzi, che noi non avevamo scelto, si è seduto alla scrivania che era di Bersani, ha aperto la nostra cartella ed ha espresso il suo parere: “Qui ci vuole un trapianto di cuore. Signorina chiami la paziente, la signora Italia, per avvisarla.”
Di fronte ad una notizia così preoccupante, l’Italia si è precipitata all’ambulatorio per chiedere conferma:
“Ma dott. Renzi, è sicuro che sia necessario questo trapianto?”
“Certo: secondo recenti studi americani, in particolare quelli dell’Università J.P. Morgan, si tratta dell’unica terapia valida per il suo problema.”
A questo punto, come succede di solito quando la situazione si fa delicata, l’Italia ha chiesto un altro parere ad uno studio di luminari, i professori Zagrebelsky e Rodotà. I quali, di fronte al trapianto proposto da Renzi, sono inorriditi: “Ma starà scherzando? Non si faccia mettere le mani addosso da questo Renzi, è un incompetente.”
Combattuta e presa fra due fuochi, l’Italia è tornata da Renzi: “Dottore, non voglio mancarle di rispetto ma devo dirle che ho chiesto un consulto ad un altro studio e mi hanno sconsigliato il trapianto. Si tratta di medici molto autorevoli, quindi le devo chiedere: qual è la sua esperienza in materia?”
“Sono stato Sindaco di Firenze e Presidente del Consiglio.”
“Si, non è male, ma intendevo in materia di Costituzione…?”
“Abbiamo la dott.ssa Boschi, una giovane molto brillante.”
“…costituzionalista?”
“No, avvocato. Ma guardi che anche noi abbiamo l’assistenza di un’equipe di costituzionalisti.”
“Lo so, ma molto meno autorevoli di quelli con cui ho parlato io.”
A questo punto Renzi, orgoglioso, ha calato il carico da 90.
“Abbiamo un consulente esterno molto esperto, il dott. Verdini!”
“Di cosa si occupa di preciso?”
“Non glielo posso dire per via delle indagini.”
“Le indagini??? Quali indagini?”
“Beh, è stato già assolto dalle accuse di violenza sessuale ed abuso di ufficio; attualmente deve solo risolvere le altre pendenze giudiziarie per corruzione, truffa, bancarotta e finanziamento illecito e siamo fiduciosi che presto potrà tornare a collaborare con noi. Sono lieto di annunciarle che sarà presente in sala operatoria al momento del suo trapianto.”
A questo punto, se si trattasse veramente della nostra salute, tutti noi ci alzeremmo in piedi, stringeremmo la mano al dott. Renzi e gli diremmo “Grazie della sua consulenza, mi dica solo quanto le devo”.
Questo è il punto: tutti vogliamo risolvere i problemi del nostro Paese. E se chiediamo agli italiani di votare NO a questa riforma (non a qualsiasi riforma!) è perché chi ci vorrebbe curare sta sbagliando tutto.