La non politica del non Stato: ri-cominciare dalle comunità semplici

La mattina, la mattina presto, è dedicata alla “rassegna stampa”… Dare una sbirciata veloce alle notizie che la stampa (più che farlocca) propone attraverso i canali più disparati. Leggendo con attenzione e con spirito critico (dove critico significa semplicemente ricordati cosa hai letto trenta secondi prima) il sentimento di desolazione cresce in continuazione. Confrontando più fonti (sia italiane che estere) ti accorgi che nessuna informazione può essere considerata minimamente certa e, spesso come conseguenza, neanche attendibile.

Di fondo però riesci a maturare una considerazione più che certa: questa comunità di persone che un bel giorno ha deciso di darsi la veste di Stato Italiano, ha superato il confine del “perdere i pezzi”… Privati della possibilità di creare e gestire risorse economiche e finanziarie perché ingabbiati nelle regole sovranazionali della Comunità Europea siamo letteralmente avvitati in una spirale recessiva interna che depaupera sempre di più le risorse individuali, perché ingabbiati in un perverso meccanismo di azione reazione a feedback sempre negativo!

Alcuni esempi… devi adeguare le modalità di smaltimento dei rifiuti a nuovi standard… bene.. per realizzare ogni singolo progetto occorre che la comunità/stato si impegni economicamente e, nelle condizioni attuali questo significa (ma probabilmente sarebbe vero comunque) generare debito pubblico… dovendosi attenere ai parametri comunitari, la comunità/stato resta sostanzialmente inerte perché non può dar corso alle operazioni di finanziamento (non ha più sovranità monetaria)… come conseguenza della propria inerzia (che non può che protrarsi) la comunità/stato si vede applicata una sanzione dal regolatore comunitario… sanzione che, in ogni modo, grava senza produrre alcun beneficio proprio sul debito pubblico… allo stato attuale (fonte) il numero delle procedure di questo tipo nei confronti dell’Italia è di 104.
rifiuti
In termini monetari il costo attuale è stato di 120 milioni di euro per condanne relative a violazioni dei diritti dei cittadini (es. sanità e giustizia), di 25 milioni di euro per questioni relative alla cattiva gestione dei rifiuti…. e 250.000 euro al giorno (oltre 90 milioni di euro all’anno!)per i mancati adeguamenti in materia di rifiuti oltre il congelamento di 500 milioni di finanziamenti per il settore (elenco completo delle procedure).
Rispetto all’ammontare complessivo del debito pubblico sembra una goccia…. ma il composizione_italia_2013_itdebito pubblico della nostra comunità/stato è la somma di tutte queste gocce!!! …debito che, di volta in volta, viene rifinanziato attraverso veri e propri prestiti che siamo abituati a chiamare BOT, CCT e simili. Bene… guardiamo questo “debito mostro” più da vicino… cerchiamo un dato “ufficiale”…. eccolo qui, proprio dal Dipartimento del Tesoro, e se lo guardiamo attentamente possiamo comprendere quanto il superamento del punto di non ritorno sia grave. Nel suo complesso il valore dei prestiti (nuovi ed interessi su quelli passati) è pari al 132,6% del PIL… cioè, detto in parole semplici, spendiamo il 132,6% di quello che guadagniamo! E, considerato quello che guadagniamo come il valore della nostra comunità/stato, guardando alla composizione del debito ci accorgiamo che la frittata è più che bruciata: quell’83% di titoli di stato è da solo il 109% del prodotto interno lordo! Se lo Stato fosse considerato come imprenditore… sarebbe stato dichiarato fallito da un pezzo!

Ancora…. in questo contesto dove le risorse individuali si spostano sempre più verso una gestione di debito individuale (il “non riesco ad arrivare a fine mese”) il privato (dal cittadino all’imprenditore) converte le risorse capitalizzate (casa, beni, impresa) in denaro… vende! Vende al “compro oro” o vende all’imprenditore straniero…. che già “ha in mano” i prestiti riferiti al debito pubblico… spesso per il solo fine di speculare! E questa, purtroppo, è una situazione che via via si sta consolidando.. basta guardare all’accaparramento di partecipazioni azionarie effettuato da società di gestione di fondi d’investimento speculativi. Un meccanismo supportato da una pressocché completa capacità delle entità economiche di rilievo di conoscere, indirizzare, controllore l’informazione e generare (indurre) preferenze e bisogni nel singolo come nella massa.

Difronte ad una vera e propria non politica di quello che sembra ogni giorno di più essere un non Stato la risorsa della piccola comunità, del piccolo aggregato sociale diventa l’unico strumento per fronteggiare quella che ormai non è più solo una crisi economica ma una vera e propria condizione di disgregazione del sistema.

Piccola comunità che deve essere posta in modo continuo, diretto e trasparente, nelle condizioni di partecipare attivamente alle scelte ed agli impegni che direttamente la riguardano. Ri-cominciare dal fondamentale contesto locale per giungere ad un impegno più ampio che coinvolga veramente tutti i cittadini. Questi sono gli impegni che il Movimento 5 Stelle di Castenaso intende realizzare con la partecipazione ed il supporto di ogni singolo cittadino.