Unione Terre di Pianura: occorre ripensare il ruolo di Castenaso

L’attuale maggioranza, nonostante pretenda di possedere una superiore competenza in materia di amministrazione pubblica, verrà ricordata per due progetti fallimentari: la fusione con Granarolo, fortunatamente respinta dagli elettori, ed il conferimento di numerosi servizi in Unione Terre di Pianura.

L’Unione, di cui Castenaso fa parte dal 2016, è un Ente che potrebbe apparirci lontano, quasi nascosto ed impalpabile; alzi la mano chi sa dove si trova la sede e quali sono esattamente le materie di cui si occupa. L’elezione del Presidente e dei Consiglieri non è preceduta da appassionanti dibattiti o da campagne elettorali, per un motivo molto semplice: gli organi dell’Unione non vengono eletti dai cittadini, ma solo dai Sindaci e dai Consigli comunali. Per questo l’Unione viene definita Ente elettivo “di secondo livello”, come del resto la Città Metropolitana. E forse è proprio questa sua caratteristica ad affascinare tanto certi sostenitori dell’accentramento delle funzioni amministrative ad ogni costo: la distanza dal controllo degli elettori. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore…

Quando il Consiglio comunale nel 2015 deliberò l’ingresso in Unione, il gruppo M5S chiese alla Giunta con insistenza, ma inutilmente, di esibire gli studi di fattibilità alla base di questa decisione. Abbiamo lamentato l’insufficienza dei dati previsionali che venivano esposti, critica che provocò l’irritazione dell’allora Assessore al Bilancio Giglio e la risposta del Sindaco, che disse “abbiamo fatto un’attentissima valutazione”. Lo disse, ma le poche tabelle che ci vennero fornite erano assolutamente inadeguate per una valutazione così complessa.

Uscimmo dall’aula per protestare contro questo modo di procedere, che ci era sembrato superficiale ed approssimativo. E già allora sospettavamo che i veri obiettivi perseguiti dall’Amministrazione fossero ben diversi dalle fantomatiche e non dimostrate “economie di scala”.

Sermenghi sostenne, sfiorando il paradosso, di essere contrario alle Unioni e di considerare questa decisione un passaggio intermedio verso la fusione dei Comuni.

Oggi, dopo il naufragio del progetto di fusione, sorgono alcune domande:

  • Come si poteva, all’epoca, avere la certezza che saremmo andati in fusione? Il referendum veniva forse considerato, con una buona dose di arroganza e di imprevidenza, una semplice formalità sulla strada di un piano già deciso a priori?

  • Il progetto di fusione in quel momento coinvolgeva Castenaso, Granarolo e Budrio; che relazione ci può essere con un Ente come l’Unione che comprende invece 6 Comuni? E’ un nesso logico difficilmente comprensibile, almeno per noi che non abbiamo potuto leggere gli studi di fattibilità (della cui esistenza ci guardiamo comunque dal dubitare).

  • Quanto ci è costato questo “passo intermedio” verso il nulla? Quanto sta pagando il Comune per costruire un ponte verso una riva che non esiste?

A quest’ultima domanda abbiamo cercato una risposta, chiedendo più volte agli Assessori al bilancio che si sono succeduti (prima Pinardi e poi Biancoli) di istituire una commissione speciale con l’obiettivo di confrontare costi ed efficienza dei servizi prima e dopo l’ingresso in Unione. Ma ancora una volta inutilmente.

Nel frattempo il Comune di Castenaso trasferiva all’Unione il servizio informatico, il SUAP, l’ufficio personale, la Polizia Municipale, il servizio di certificazione antisismica, la protezione civile e l’ufficio gare ed appalti. E’ importante ribadire un concetto: “trasferire all’Unione” significa che il Comune non svolge più in proprio questi compiti, quindi si avvia progressivamente a diventare una scatola vuota. Significa che il numero dei dipendenti comunali è sceso dai 107 del 2013 ai 75 del 2016. Ma i costi non sono affatto diminuiti; al contrario, come vedremo più avanti.

Le nostre preoccupazioni non si sono certo attenuate quando, in novembre dell’anno scorso e quindi subito dopo l’esito negativo del referendum sulla fusione, il segretario generale ed il responsabile del personale hanno annunciato le proprie dimissioni, determinando quella che la stampa ha descritto come una “paralisi” dell’Unione.

A questo punto, vista l’indisponibilità della Giunta e del Sindaco a condividere una valutazione sulla gestione dell’Ente, abbiamo deciso di presentare un’interpellanza per conoscere i costi e gli indicatori di efficienza dei vari servizi.

Il risultato è impietoso. Si tratta di valutazioni complesse, sulle quali siamo sempre stati disponibili ad un confronto con le altre parti politiche, ma i numeri sembrano non lasciare dubbi.

Vediamo i dati.

Polizia Municipale

Fino al 2015 Castenaso aveva un organico di 13 agenti. Nel 2017, dopo l’ingresso in Unione, ne abbiamo 27 in condivisione con Granarolo e Budrio (nota: il Sindaco di Budrio ha deciso di tornare a gestire il servizio in autonomia dal 2019).

                                Agenti   Popolazione Castenaso   Popolazione Unione   Abitanti/Agenti

2015                         13                    14.925                                                                            1.148

2017                         27                                                                    45.874                            1.699

Il numero di abitanti per agente è aumentato quasi del 50%, il che comporta una drastica diminuzione nella capacità di controllo del territorio. Infatti il numero dei posti di controllo svolti sul territorio di Castenaso è sceso dai 249 del 2015 ai 55 del 2017.

Il Comune di Castenaso non paga più uno stipendio al personale PM, ora in forza all’Unione, alla quale corrispondiamo un rimborso. Le spese a carico del nostro bilancio sono così diminuite dai 698.000 euro del 2015 ai 630.000 del 2017, quindi in proporzione molto meno della riduzione numerica del personale vista in precedenza. Ciò significa che il costo unitario è nettamente aumentato.

Ma non basta: le entrate derivanti da sanzioni per violazioni al Codice della strada sono scese dai 666.000 euro del 2015 (quando l’importo era di esclusiva competenza del nostro Comune) ai 312.000 del 2017, che rappresentano la quota che ci viene ora riconosciuta dall’Unione per sanzioni irrogate sul territorio di Castenaso (mentre la differenza resta nel bilancio dell’Unione).

Riassumendo: un maggior costo netto di 286.000 euro a fronte di un peggioramento del servizio del 50% !

E pensare che qualcuno voleva spingerci in fusione sperando di risparmiarne complessivamente 150.000. Solo la Polizia Municipale in Unione sta assorbendo quasi il doppio del risparmio sperato…la realtà dei fatti stride duramente con i sogni ad occhi aperti dei “percorsi partecipati”. Se l’Unione voleva essere il passo intermedio verso la fusione, siamo stati fortunati (o giudiziosi…) a non fare il passo completo!

Ufficio Gare e contratti

Il servizio è stato conferito dal 2018. Gli obiettivi di produttività erano già abbondantemente soddisfatti nel 2017, quindi non si comprende quale sia stata l’esigenza di compiere una simile scelta.

Il costo netto del servizio, in base ai dati previsionali 2018, aumenta dell’83%, dai 19.383 euro del 2017 a 35.498 euro.

Si tratta di un servizio strategico ed altamente sensibile per un Comune, soprattutto se pensiamo che dal 2019 dovrà occuparsi degli appalti per la costruzione della nuova scuola media, per un costo previsto di circa 12 milioni di euro. E’ una scelta opportuna affidare un compito simile ad un Ente che rischia la paralisi, come visto prima?

Servizio informatico

E’ l’unico a mostrare una riduzione dei costi dopo l’ingresso in Unione. Gli indicatori di produttività forniti non consentono una valutazione adeguata, risulta quindi difficile fornire un’opinione sulla qualità dei software e delle infrastrutture utilizzate. Fra tutti i servizi trasferiti è forse quello più tecnico, che soffre meno dell’allontanamento dei centri decisionali dal controllo dei cittadini. Si potrebbe eventualmente valutare una sua permanenza in Unione.

Servizio Unico Attività Produttive

Il costo è leggermente diminuito, gli indicatori di produttività nel 2016 sono peggiorati ma va dato atto che si tratta dell’anno di transizione. Non sono disponibili gli indicatori 2017. Si tratta di un servizio che va nuovamente esaminato non appena saranno disponibili i dati 2017 e 2018, eventualmente confrontandosi anche con imprese, professionisti ed associazioni di categoria interessati alla gestione delle pratiche.

Ufficio personale

I costi unitari (per cedolino e per unità di personale) sono aumentati.

Riassumendo: in linea di massima la gestione dei servizi amministrativi affidata all’Unione è più costosa, meno efficiente (con poche eccezioni) e più lontana dal controllo dei cittadini.

Va ricordato, per completezza dell’informazione, che Stato e Regione riconosceranno dal 2020 un contributo per i Comuni che trasferiscono alle Unioni più di 6 servizi. A nostro avviso si tratta di una scelta sbagliata: finanziare i Comuni per diventare meno efficienti e trasparenti non è un modo corretto di spendere il denaro pubblico. Di una cosa siamo certi: chi amministrerà Castenaso dopo le elezioni di maggio dovrà evitare di proseguire in modo così indiscriminato sulla strada di un accentramento che sembra rispondere più ad esigenze di strategia partitica che ad obiettivi di reale razionalizzazione ed efficientamento.

(Nella foto: il Municipio di Granarolo dell’Emilia, sede dell’Unione terre di pianura)