Messaggio ven apr 25, 2014 9:25 am

Festa della Liberazione

Il 25 aprile 1945 Milano e Torino furono liberate dall’occupazione nazista ed il Comitato di Liberazione Nazionale proclamò la presa di potere e la fine del regime fascista.
Negli ultimi due anni molti italiani avevano rinunciato a tutto, casa, famiglia, spesso anche alla vita, per permettere ai loro concittadini ed ai loro eredi di scegliere liberamente il proprio destino.

Un anno dopo l’Italia decise per via referendaria che questa libertà di scelta avrebbe dovuto essere esercitata nella forma della Repubblica e nel 1947 fu approvata la Costituzione. Il testo fu scritto dalle migliori intelligenze politiche dell’epoca ed il risultato fu di altissimo livello.

Purtroppo, nei 70 anni successivi, la vita democratica del nostro Paese è stata soggetta ad una serie di condizionamenti che non hanno permesso una completa realizzazione degli alti principi enunciati nella Costituzione. Di fatto, fino alla fine degli anni ’80, potenze straniere come USA e URSS hanno svolto ogni tipo di pressione per sottrarre l’Italia alla sfera di influenza opposta. La Democrazia Cristiana per molti decenni ha rappresentato il punto di riferimento dell’influenza americana, mentre l’URSS ha considerato il PCI come proprio strumento di azione, perdendone gradualmente il controllo dal 1968 in poi.

E così in Italia è stato impedito lo sviluppo di una serena coscienza critica da parte degli elettori, che hanno dovuto sostituire il giudizio libero ed informato sull’operato dei propri politici con una rigida visione a blocchi contrapposti, imposta dalla politica internazionale. “O con noi o contro di noi”, o sei democristiano o comunista. Le elezioni non sono mai state l’espressione di una valutazione civile e critica, ma una dichiarazione di appartenenza ad un credo politico fisso ed immutabile. La coerenza con i propri ideali e con la propria visione del mondo è stata sostituita dalla fedeltà cieca ed incondizionata ad un partito. Dire “questo partito non rappresenta più i miei ideali” veniva considerato, e viene considerato ancora oggi, una forma di tradimento da parte dell’elettore, non da parte del partito. Se la Costituzione ha previsto di indire elezioni ogni 5 anni, lo scopo era evidentemente quello di permettere ai cittadini di verificare periodicamente la capacità e l’affidabilità degli eletti; ma questa verifica è stata resa di fatto non operativa.

La caduta dell’impero sovietico ed il conseguente allentamento del controllo americano sul nostro Paese avrebbero potuto essere un’occasione per un passo avanti, per una maturazione della coscienza critica; gli elettori italiani avrebbero potuto finalmente imparare a giudicare e scegliere i propri rappresentati volta per volta in modo informato e consapevole. Ma nel 1994 Forza Italia e PDS hanno deciso di gettare nell’arena politica un personaggio gravato da enormi problemi giudiziari, con l’intenzione di perpetuare quel meccanismo di divisione fittizia. Era facile prevedere che i cittadini dotati di un minimo senso della legalità sarebbero inorriditi di fronte ad una provocazione del genere, mentre l’illegittimo uso delle televisioni private avrebbe raccolto abbastanza consenso sull’altra sponda. E questo ha permesso ad entrambi di vivere per 20 anni all’ombra di un conflitto in realtà inesistente, rappresentato esclusivamente dai giornali e dalle TV di loro proprietà, risparmiandosi il fastidio di essere realmente giudicati dagli elettori per il modo in cui hanno amministrato il Paese.

Ora anche questa trovata sta esaurendo i suoi effetti nefasti ed abbiamo di nuovo una grande occasione per completare il lavoro che è stato iniziato dai nostri nonni, imparando ad esercitare i nostri diritti democratici da cittadini adulti. Vediamo cosa si inventano questa volta.