Prima Castenaso, poi Meloni

Notizie come questa dovrebbero mettere in dubbio le certezze di chi vede la politica come una semplice questione di schieramenti, di fedi da sposare e seguire per tutta la vita. Chi continua a cercare nel PD le impercettibili tracce di quello che fu il PCI negli anni 70 per difendersi dall’avanzata dei neofascisti, ma anche chi sostiene Lega e FDI per “mandare a casa la sinistra” dovrà necessariamente porsi qualche domanda.

I simboli di partito a cui fanno riferimento le opposte tifoserie nelle loro appassionate discussioni spesso sono solo il paravento che nasconde una realtà molto più fluida e complessa.

Ecco la notizia: l’ex sindaco PD di Castenaso Stefano Sermenghi, il fratello Andrea, attualmente consigliere di maggioranza per la lista Prima Castenaso, insieme a Massimiliano Mazzanti, ex attivista di Fuan e MSI, giornalista per Il Secolo d’Italia, già capo ufficio stampa di Alessandra Mussolini, candidato sindaco a Bologna nel 2009 per Casa Pound e responsabile della lista di centrodestra Castenaso Si Cambia alle amministrative 2019, si fotografano sorridenti alla convention bolognese di Fratelli d’Italia in sostegno alla candidata di centrodestra Borgonzoni per le elezioni regionali emiliane del 2020.

L’ex sindaco, ex PD, ex renziano (vista la sua professione di avvocato verrebbe da commentare “dura l’ex sed l’ex”…) si spinge ad affermare di sentirsi vicino alle istanze della Meloni e di non vedere problemi se in questo momento fanno parte dell’amministrazione castenasese assessori e consiglieri di Fratelli d’Italia, partito che in questo modo viene a trovarsi sia in maggioranza che all’opposizione nel nostro Comune. Comune attualmente amministrato dalla lista Prima Castenaso, il cui “socio di maggioranza” è il PD, in continuità col mandato precedente. Ricordiamo che in settembre 2018 la nostra richiesta di dimissioni del sindaco, motivata dalla sua “ricollocazione” politica nell’area di Salvini, è stata respinta dal PD di Castenaso che ha liquidato il tutto come una forzatura strumentale. Col senno di poi possiamo dire che non si trattava affatto di una forzatura: la lista civica che amministra Castenaso era ed è tuttora un curioso ibrido PD-destra, assolutamente inadeguato ad ergersi a baluardo contro il leghismo dilagante.

Ora, noi del Movimento 5 stelle siamo i primi a sostenere che la collaborazione con altri partiti su singoli punti programmatici o su accordi di governo trasparenti non costituisce un tradimento della nostra identità. A livello nazionale abbiamo collaborato con Lega e PD, a livello locale abbiamo condiviso con gli altri gruppi di opposizione la vittoriosa battaglia contro la fusione con Granarolo, e d’altra parte abbiamo proposto ed approvato insieme alla maggioranza di Prima Castenaso una mozione per aumentare la quantità di alberi sul nostro territorio. Se un’iniziativa è nell’interesse dei cittadini si può sostenerla anche insieme a quelli che restano comunque avversari (o meglio “concorrenti”) politici.

Ma non vorremmo essere nei panni dei nostri concittadini che a maggio hanno votato PD per contrastare l’avanzata salviniana, né di quelli che hanno votato centrodestra nella speranza di ottenere un rinnovamento. Non funziona così, le squadre sono fatte in un altro modo.

Intanto noi, che portiamo avanti da anni le nostre iniziative con coerenza e riconoscibilità, possiamo orgogliosamente affermare di non essere “ex” di nessuno.