Inizia il nuovo anno scolastico

Tra qualche giorno inizierà nuovamente la scuola.

Questa volta non sarà un rientro come lo è stato da sempre! No! Stavolta c’è di mezzo il Covid-19, ed è più che legittima la tensione dei genitori che manderanno i loro figli a scuola in un’atmosfera un po’ diversa dalle altre.

A rendere ancor più difficoltosa e inutilmente polemica la già complessa situazione scolastica, ci ha pensato certa stampa e, inevitabilmente anche certi “politici”.

I continui e assurdi attacchi al Ministro Azzolina, perfino attraverso numerose fake fatte circolare con l’unico scopo di sollevare indignazione, ovviamente “dalle pance”, hanno generato parecchio disordine e confusione, ed è questo il motivo per cui ci sembra quanto meno doveroso fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto, serve partire dall’ormai lontano 2008. In quel periodo il Ministro della Pubblica Istruzione era Mariastella Gelmini.

Da Wikipedia si legge testualmente: “Il suo primo provvedimento è il decreto-legge 137/2008 datato 1º settembre 2008 e intitolato “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”, poi convertito in legge dal Senato il 29 ottobre 2008 sotto il nome di Legge 169/2008.[35]

Tra le novità introdotte dal decreto, ha ricevuto grande attenzione da parte dell’opinione pubblica la reintroduzione, a partire dall’anno 2009, del maestro unico nella scuola primaria in sostituzione del precedente sistema con 3 insegnanti per ogni 2 classi e un orario compreso tra le 27 e le 30 ore settimanali per il modulo e dalle 30 alle 32 ore per il tempo pieno. Tale provvedimento, a detta del ministro, si sarebbe reso necessario per adeguare il rapporto tra studenti e insegnanti alla media europea.[36] In particolare, si prevede che il reclutamento del personale docente debba in ogni caso essere pianificato in proporzione a tale riduzione, cioè sulla base di un tempo scuola limitato a ventiquattro ore settimanali. Questo provvedimento, in base a quanto previsto dal governo nella legge finanziaria 133/2008, dovrebbe concorrere a una riduzione di 7,8 miliardi di euro della spesa pubblica scolastica tra il 2009 e il 2012, evitando l’immissione in ruolo di oltre 85.000 docenti precari.[37]

In sostanza oggi si può affermare – molto serenamente – che fu proprio questo provvedimento ad innescare una sorta di “effetto domino” che ha reso la scuola sempre più deturpata, anche ed in particolare dei valori che la stessa scuola avrebbe dovuto trasmettere ai nostri figli.

Opportuno anche ricordare che: “La Gelmini, per aver avviato con il suo piano programmatico del 2008 una politica di tagli al personale per un totale di circa 87.000 insegnanti e 44.000 tecnici[55] senza la concertazione con i Sindacati, ha portato gli stessi, e in particolare le sigle GildaCobasCGILCISL e UIL, a manifestare la loro contrarietà temendo ricadute sia sul tempo-scuola che sull’occupazione.[56] Il ministro ha giustificato l’azione di governo sostenendo che le scuole rappresentano un’«agenzia educativa, e non un’istituzione per moltiplicare posti di lavoro»,[42] e che il provvedimento si è reso necessario in quanto al momento «il 97% della spesa [scolastica] è in stipendi».[38] In un primo momento, anche il ministro leghista Umberto Bossi non si era trovato d’accordo con tale decisione,[57] ma poco dopo ha dichiarato che nei confronti della Gelmini non esiste nessun conflitto. Il provvedimento sull’adozione dei libri di testo è stato invece criticato dall’A.I.E. (associazione italiana degli editori),[58] così come il provvedimento legato all’introduzione delle lavagne multimediali.[59]

Da questa premessa, saltiamo i successori della Gelmini passando velocemente da Francesco Profumo, Maria Chiara Carrozza, Stefania Giannini, Valeria Fedeli, Marco Busetti (lega nord) – che fu oggetto di scandalo per aver ottenuto rimborsi per oltre 25.000 euro spacciati per viaggi istituzionali, che il Ministero dell’Istruzione gli chiese ufficialmente di restituirne circa 24.000 euro – Lorenzo Fioramonti (ex M5S – ora gruppo misto (!) – entrato in polemica con il Presidente del Consiglio Conte minacciando le sue dimissioni nel caso in cui nella Legge di Bilancio del 2020 non fossero stati trovati 3 MLD da destinare all’istruzione), lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che assunse l’incarico ad interim per un breve periodo e – FINALMENTE – Lucia Azzolina, Ministro dell’Istruzione in carica dal 10 gennaio 2020.

Purtroppo, nel mese di febbraio inizia ad affacciarsi il mostro del Covid-19, e il 21 dello stesso mese il Ministro della Salute emana un’ordinanza che prevedeva la quarantena obbligatoria per chi fosse stato a contatto con persone positive per l’infezione virale. Il 4 marzo 2020 il Decreto Presidenziale annuncia misure di restrizioni su tutto il territorio nazionale tra le quali la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni grado e università.

Da qui in avanti la storia, più o meno, la ricordiamo tutti: si da l’avvio alla FASE 1 (9 marzo – 3 maggio) meglio conosciuta come lockdown; la FASE 2 (4 maggio – 14 giugno) e la FASE 3 in corso dal 15 giugno (convivenza con il Covid-19).

Malgrado il clima di tensione sia già molto alto, politici del livello di Sgarbi e Salvini , ma anche personaggi famosi come Bocelli, si riuniscono in Senato a parlare del fatto che il Covid in Italia “non esiste più”. Tra i nomi più rilevanti, perfino il dott. Zangrillo che assicura: “dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente”. Proprio oggi, 4 settembre 2020, a seguito del ricovero per Covid-19 di Silvio Berlusconi, afferma che: “Non nego che quando ho detto che il virus è clinicamente morto, ho usato un tono forte, probabilmente stonato, ma fotografava quello che osservavamo e continuiamo a osservare”.

Tutto questo caos, ricercato nei minimi dettagli, ha ovviamente generato ansie, tensioni e perfino paure in molte persone, tra le quali i genitori. Se si aggiunge lo sciacallaggio mediatico, in particolare delle bufale costruite “ad hoc” per denigrare il Ministro Azzolina e per gettargli addosso quanto più fango possibile, allora si comprende come il clima che si prepara per l’avvio del nuovo anno scolastico sia quello meno roseo tra tutti gli scenari possibili.

Ma ritorniamo un attimo indietro. Questa tabella – si commenta da sola – rappresenta una previsione degli investimenti nella scuola

In una intervista rilasciata in data 9 giugno 2020 il Ministro Azzolina dichiara: “Ho mobilitato 4 miliardi da quando mi sono insediata” e quando qualcuno ha sollevato dubbi su questa cifra, i tecnici del MIUR contattati dalla stessa agenzia, hanno dichiarato che i miliardi sono anche di più!

Da un articolo pubblicato da “open.online” sempre del 9 giugno scorso, si legge:  “Segue il decreto Rilancio con 1,5 miliardi per la scuola. Di questo, una parte è già stata data – per esempio i 39 milioni per lo svolgimento degli esami di stato – più circa 331 milioni per la ripresa della didattica a settembre (una media di 39mila euro per scuola). Il grosso della cifra – 1 miliardo circa – è tutto ancora da spendere: potrà essere usato per aumentare le supplenze o affittare dei locali

In una nota del 6 luglio scorso, Il Ministro Azzolina firma uno stanziamento di 236 milioni di euro destinati a “garantire il diritto allo studio di studentesse e studenti delle scuole secondarie di I e II grado in condizioni di svantaggio e alleggerire in modo consistente la spesa delle famiglie in vista del prossimo anno scolastico”.

Il 30 luglio il MIUR pubblica una nota in cui vengono sbloccati altri 320 milioni di euro con i quali gli Enti locali potranno effettuare interventi urgenti di edilizia scolastica, nonché adattare gli ambienti e le aule didattiche per il contenimento del contagio relativo al Covid-19 per l’avvio del nuovo anno scolastico 2020-21.

A fronte delle polemiche nel frattempo messe in circolo, ma senza nessun fondamento, vengono messe quelle ulteriori che hanno riguardato i banchi: con le rotelle; senza rotelle; con il plexiglass; senza il plexiglass, costano più di 300 euro l’uno; costano più 500 euro l’uno; non ci sono i tempi per averli prima dell’inizio dell’anno scolastico, e chi più ne ha più ne metta!

Le polemiche montano al punto che molte persone ritengono che si stiano soltanto sperperando soldi pubblici…!!!

A questa si aggiunge l’ulteriore polemica, tra le tante quella più infima, viscida e ignobile, perché fa leva sulla sensibilità genitoriale: “il bimbo che dovesse risultare positivo al covid-19 verrà messo in isolamento e poi trasportato con l’ambulanza al primo ospedale disponibile”(!!!) Ora, quale genitore con bimbi piccoli, non salterebbe sulla sedia e si farebbe venire il “sangue al cervello”? Tant’è vero che anche questa insulsaggine è stata ampiamente smentita, e ciò malgrado non si placano le polemiche sul Ministro Azzolina!

Lasciamo perdere i commenti inutili di tale salvini, che a fine agosto lancia “perfino” il sondaggio su FB “scegli il peggior ministro della storia” e reputa il Ministro Azzolina incompetente, ma svicola quando gli viene offerto un incontro diretto con lo stesso Ministro. Tanto queste stesse polemiche gli si sono ritorte contro e ciascuna (erano tutte donne) gli hanno risposto circa la sua pochezza, oltre che a definirlo “un piccolo uomo”.

Alla fine, si provi a chiedere al personale docente e non, quando mai nella storia della scuola, sono stati stanziati così tanti soldi e sono stati assunti E NON TAGLIATI ben 85.000 docenti! Si provi a chiedere al personale docente quali siano DI FATTO gli appunti che possono essere mossi nei confronti dell’operato del Ministro Azzolina.

Tra le tante polemiche – perché di polemiche si parla – c’era anche la misurazione della temperatura da parte del genitore prima che il bimbo venga mandato a scuola (per gli studenti più grandi, ci si augura che vi sia maggiore avvedutezza): apriti cielo! Allora qual è il problema? Chiunque si rechi al lavoro, ha l’obbligo di verificare prima egli stesso di non avere sintomi che possano essere ricondotti ad una qualche forma di influenza e – in tal caso – rimanere a casa. Per quale motivo devono esserci polemiche per il genitore che deve misurare semplicemente la temperatura al proprio figlio?

Questi sono i tanti danni prodotti da un’ infima e ignobile (dis) informazione, fatta passare attraverso pseudo esperti meglio definibili “superespertiextragalattici”, che fanno leva esclusivamente sulla presunta ignoranza delle persone.

Può questo definirsi “politica”? Può colui che dovrebbe essere un “leader” fare “carriera” gettando fango su tutto e tutti?

Se quanto proposto e portato avanti dal Ministro Azzolina non andasse bene, qualcuno è in grado di dire anche quale altra alternativa – valida e percorribile – avrebbe dovuto seguire senza scendere nell’insulsa demagogia spicciola e banale?

Secondo me, la realtà è una soltanto: i precedenti malgoverni si sono soltanto spartiti una bella torta ingozzandosi all’inverosimile alla faccia nostra. Hanno cioè svenduto i nostri diritti al miglior offerente, in particolare sanità e istruzione! Se ora il M5S dovesse rimettere in sesto lo sfacelo e i disastri generati in passato, sarebbe una grave, gravissima perdita di quei consensi che fino ad oggi hanno consentito alla casta di campare sulle nostre spalle e gozzovigliare alla faccia nostra, compresa quella di chi ancora cocciutamente e ottusamente vota certi “politici” e certo “partiti”.

Al riguardo, ci si dovrebbe chiedere: ma certi “partiti” si possono ancora definire “politici” o non sarebbe ora di definirli com’è giusto, cioè delle SpA?

In conclusione, ci si ponesse anche questa domanda: negli ultimi 40 anni, in particolare, i politici eletti a nostri rappresentanti, si sono portati a casa un bel bottino (in tutti i sensi) fatto da stipendi mensili a 5 cifre, benefit di ogni genere e tipo e perfino gli ignobili vitalizi! Ciò, premesso, la domanda che mi pongo e che faccio a tutti i cittadini Onesti d’Italia è: ma noi, cosa ci siamo portati a casa negli ultimi 40 anni visto che molti contestano a prescindere…?

Carmelo Spataro