Il 2 Agosto quarant’anni dopo

Quest’anno la ricorrenza del 2 agosto sarà diversa dal solito, per due motivi.

La prima novità è il Covid. Purtroppo non sarà possibile organizzare in condizioni di sicurezza il tradizionale corteo, quindi la manifestazione si terrà esclusivamente in Piazza Maggiore, con posti a sedere limitati e già abbondantemente esauriti.

La seconda è una manifestazione alternativa che si terrà nel pomeriggio in Piazza Carducci a Bologna, organizzata da alcune associazioni che contestano le sentenze finora emesse sulla strage. La cosa tocca da vicino il nostro Comune perché uno degli organizzatori, Massimiliano Mazzanti, giornalista ed attivista politico, è stato candidato consigliere nel 2019 con la lista Castenaso si cambia ed è tuttora collaboratore di quel gruppo consiliare, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Sappiamo che le indagini sulla strage sono state estremamente complesse ed ostacolate da continui depistaggi. La mole delle sentenze, costituite da migliaia e migliaia di pagine, rende quasi impossibile il lavoro del singolo cittadino che voglia studiarle per farsi una propria idea dell’accaduto.

E così in piazza, a distanza di poche ore, si fronteggeranno due manifestazioni che si accusano a vicenda di politicizzare la vicenda. In Piazza Maggiore tutti i partiti dell’arco costituzionale, che basano le loro posizioni sul lavoro della magistratura. Ed il lavoro della magistratura, fino a prova contraria, è quello che fa testo. In Piazza Carducci, invece, comitati che gettano ombre non ben motivate sull’operato dei giudici.

Chi cerca di portare nuovi contributi alla ricostruzione della verità è il benvenuto, anzi ci aspettiamo molto dalla desecretazione di molti documenti decisa in questi giorni; mentre invece vanno respinti con fermezza tutti i tentativi di confondere le acque e di mettere in dubbio a prescindere l’intero lavoro dei Tribunali.

Di quale categoria fanno parte i manifestanti di Piazza Carducci?

Di una cosa siamo certi: si tratta di comitati tutt’altro che apolitici. Mazzanti ad esempio è noto per le sue posizioni di estrema destra, chiede l’abolizione della XII disposizione della Costituzione (quella che vieta la ricostituzione del partito fascista), scrive su un sito chiamato FascinAzione (nome che gioca evidentemente sull’assonanza con “Fasci in azione”) e cita fra i suoi maestri politici Pino Romualdi (vicesegretario nazionale del Partito Fascista nel 1944 e cofondatore del MSI). Consideriamo inaccettabili le sue accuse generalizzate alla magistratura (“L’unico vero scandalo sono le sentenze”).

Mazzanti si lamenta della censura dell’Amministrazione di Bologna, ma avrà comunque l’occasione di salire su un palco per esporre le sue teorie, vere o false che siano. E, se il partito fascista di cui vorrebbe permettere la ricostituzione dovesse riprendere il potere, dubitiamo che in piazza ci sarebbe posto per un palco “alternativo” a quello del podestà. Non facciamoci ingannare dalle richieste di libertà dei movimenti neofascisti: la libertà che vogliono è quella di togliere la libertà a chiunque altro. E non cadiamo nel tranello di considerare il fascismo un’opinione come le altre: il fascismo è l’assenza di opinioni, come il nero è l’assenza di colori.

Mazzanti, così bene informato sui fatti, dovrebbe sapere che la “pista palestinese”, quella che accusava della strage un terrorista internazionale soprannominato Carlos, è stata un’invenzione costruita a tavolino da Licio Gelli e dall’ufficiale dei servizi segreti Santovito, entrambi condannati per questo depistaggio. Per convincerci che decenni di lavoro dei magistrati valgono meno delle sue ricerche personali, dovrà fare qualcosa di più che declamare slogan da un palco.

Chiudo con una nota che riguarda il nostro Comune: pur essendo distanti mille miglia dall’orientamento politico della lista Castenaso si cambia, in varie occasioni abbiamo avuto modo di condividere con loro alcune iniziative, considerando i consiglieri Mazzoncini e Mengoli più interessati alle tematiche locali che a quelle nazionali. Lo spostamento del loro baricentro verso certe posizioni, però, ci costringerebbe a prendere le distanze in modo molto netto.

A Castenaso abbiamo una scuola intestata ad Angela Fresu, che oggi non ha la possibilità di essere una donna di 43 anni perché Fioravanti, Mambro, Cavallini ed altri gliel’hanno tolta quel maledetto giorno, quando di anni ne aveva 3. Non ci piace che si scherzi con queste cose.